Backlinks è l’ultima novità di Neil Patel, maestro d’arte della SEO e del marketing online. Con una crescita costante che lo ha premiato con una visibilità senza pari, Patel si è lanciato da tempo nel mondo dei tool ed ha offerto diversi strumenti interessanti per tutti gli appassionati di SEO. Backlinks rivoluziona il concetto di analisi di link che dall’esterno linkano verso il nostro sito. Attenzione: la guida che trovi qui di seguito non contiene link di affiliazione. Si tratta solo di una valutazione e recensione personale che ho voluto condividere con il lettore.

Come funziona Backlinks di Patel?

Il funzionamento di Backlinks è molto semplice. Basta raggiungere il tool direttamente dalla url presente sul sito di Patel ed inserire il nome dominio o la pagina specifica da analizzare. Nell’apposita tendina che ti indico con la freccina in bianco e nero trovi altre opzioni: la possibilità di controllare l’url esatto, il dominio singolo oppure il dominio comprensivo anche dei sottodomini.

Terminato in pochi secondi l’audit, si atterrerà sulla app apposita di Ubersuggest. Il Domain Score indica il punteggio ottenuto in base all’analisi appena fatta: ricordati che non ha alcuna valenza agli occhi di google per quanto riguarda il ranking. Ti sarà utile però per comprendere lo stato di salute del tuo sito o di quello del tuo cliente.

Backlinks Neil Patel

© Wp-Win

Nell’elenco successivo di Backlinks trovi ogni specifica: il titolo della pagina e l’url di provenienza, oltre a quella di destinazione. In pratica chi ha inserito un link diretto verso il tuo dominio e quale pagina ha collegato. Il domain score dice a grandi linee la possibile autorità agli occhi di Mr G e lo stesso valore viene riportato anche per la pagina singola in questione.

La voce “tipo di link” è forse la più interessante: segnala se il link ottenuto è di tipo testuale, legato alle immagini o di qualsiasi altro tipo. Nel settore successivo ti verrà mostrato il tipo di ancora con cui è stato agganciato il tuo sito. Ovvero se il dominio linkante ha scelto la url oppure altre parole e frasi nel proprio testo.

Non tutti i backlink sono follow, come viene indicato nella panoramica superiore: potrai scoprirlo facilmente e controllare anche chi ha applicato l’attributo no follow, ovvero non ha considerato il tuo sito abbastanza autorevole da darti un punticino di rank.

Lo strumento Backlinks di Patel supera ogni aspettativa con “one link per domain”, ovvero la possibilità di filtrare l’analisi e scegliere di non mostrare tutti i link che provengono dal medesimo sito. Come spiega nell’apposito articolo sul suo nuovo tool free, il creatore ha scelto di inserire anche un comodo filtro che indicherà quanti link sono “persi”.

Utile quindi durante l’audit di un competitor, magari per proporgli di sostituire il link rotto con un collegamento ad un nostro post. Una strategia spesso usata dai SEO esperti e che permette di ottenere un beneficio personale, offrendo al tempo stesso un vantaggio al competitor.

Conclusioni

Il tool Backlinks forse non avrà l’ambizione di sfidare i colossi del settore come SEMRush, SeoZoom Ahrefs, le piattaforme di tipo avanzato ampiamente conosciute nel settore. Anche dagli inesperti. Perché quindi usare Backlinks? Innanzitutto perché è una risorsa gratuita e ci permette di dare una sbirciata al profilo del nostro dominio o dei competitors senza fare alcun tipo di investimento.

Senza dimenticare la semplicità del suo utilizzo e l’integrazione con Ubersuggest, uno dei primi tool lanciati da Patel. Oltre ai link interni ed esterni, si potrà infatti scoprire quali pagine sono realmente ottimizzate e quale invece hanno bisogno di un’aggiustatina. Oppure potremo ottenere dei consigli per le keyword da inserire all’interno del nostro contenuto o ancora scoprire quali contenuti sono gettonati all’interno della nostra nicchia di interesse.

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